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Criticare si, deprimersi no. Vincere il campionato? Un dovere assoluto, ma atte

22 marzo 2011
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Criticare si, deprimersi no. Vincere il campionato? Un dovere assoluto, ma attenti agli avatar.

 Il clima che circonda l’ambiente Milan in questi giorni è un qualcosa di surreale, a metà tra l’incubo e la cruda realtà. La possibilità di chiudere agevolmente il campionato, si è trasformata in un più che non gradito sorpasso. E indovinate da parte di chi? La risposta è una tra le più brutte che abbia mai dato nella mia vita: l’inter o meglio la Leointer, dal nuovo simbolo anomalo del popolo nerazzurro, anomalo perché?
 
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Perché fino allo scorso anno dalle parti del biscione si guardava a Leonardo come un giovane allenatore alla prima esperienza, nonché il burattino di Berlusconi, da deridere, da prendere per i fondelli e perché no, anche insultare in mille modi. Improvvisamente, quasi per magia, non appena effettuato il vituperato salto del naviglio, Leo per gli interisti è diventato di colpo un guru del calcio mondiale, quasi al pari del mitico e folkloristico Mou, detto ciò, mi permetto di affermare una mia opinione personale, ovvero che il giovane ma adesso espertissimo allenatore carioca, pur di accaparrarsi le simpatie di squadra e tifosi interisti, più che un allenatore, sembra un “Avatar”, che presta il suo corpo alla mutazione, quasi come una marionetta manovrata a distanza. Se non avesse fatto ciò si sarebbe ritrovato contro tutto e tutti, andando incontro ad una fine, che al confronto, quella del povero Benitez, potrebbe essere definita una favola a lieto fine.

Detto questo, da uno, che senza offesa, definirei un nostro scarto, l’ambiente inter ha saputo trarre linfa vitale che gli ha consentito di riportarsi più su in classifica, grazie soprattutto a qualche svistarella (l’ultima su Pazzini, dove vige un silenzio tristissimo dei media, anzi uno degli uomini simbolo di calciopoli come Paparesta ci rassicura sulla regolarità e se lo dice lui, c’è da crederci) che come si sa, nel calcio ci può stare, del resto nessuno è perfetto, ma anche grazie ad un gioco anarchico, della serie: fate ciò che volete, basta che vinciate.

L’opposto di quello fatto dal povero Benitez, che nel tentativo di far giocare a calcio i professionisti del catenaccio, ci ha rimesso il posto e la salute.

Tornando a noi, dobbiamo scrollarci tutta questa negatività accumulata dopo i tonfi con Bari e Palermo, non sopporto più di leggere su Facebook, e sui siti e blog amici, critiche feroci e non costruttive come quelle che apprendo con piacere da Serafini e Buffa, che dovrebbero essere da esempio con il loro bastone e carota da Oscar, che solo bene possono fare al nostro Milan.

E non sconforto e perdita di coscienza nei mezzi tecnici e tattici di una squadra come quella rossonera. Abbiamo un dovere, e ce l’abbiamo tutti: squadra, società e tifosi, dobbiamo insieme, ognuno per la sua parte, vincere questo scudetto e dare una svolta all’era di cartone nella quale siamo costretti a vedere i nostri cugini, fregiarsi di titoli a tasso agevolato dal retrogusto di cartone pressato, infatti, si passa dagli scudetti in salsa Rossi alla Champions della vergogna (se volete sapere il perché, chiedetelo al Chelsea e al Barcellona), per non parlare del Mazembe.

Quindi tutti uniti a partire dal derby, che vi assicuro non sarà l’unico scoglio verso il tricolore, per sostenere la nostra squadra ed urlare a squarciagola: Forza, Lotta, Vincerai non ti lasceremo mai….Forza Milan!!!

- Daniele Castelli -

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